Martedì, 01 Luglio 2014 17:48

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Workshop sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro svoltisi presso la biblioteca comunale "L. Scarabelli" di Caltanissetta in collaborazione con la Consigliera Provinciale di Parità Alessandra Cascio Luglio-Ottobre 2014

Per le persone “diversamente abili” l’entrata nel mondo del lavoro, oltre ad essere uno strumento di acquisizione di un più alto grado di autonomia, assume un rilievo particolare perché costituisce un cruciale fattore di integrazione nell’economia e nella società in generale e l’effetto di una compiuta integrazione.
La disabilità è la condizione personale di chi, in seguito ad una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale.
La sicurezza sul lavoro è la condizione di svolgere un'attività lavorativa senza l'esposizione al rischio di incidenti. Si verifica quando il luogo di lavoro è dotato degli accorgimenti, degli strumenti e dell'attività di prevenzione che forniscono un ragionevole grado di protezione contro la possibilità del verificarsi di un evento pericoloso per la salute di chi lo svolge.
Le misure di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori hanno il fine di migliorare le condizioni di lavoro, ridurre la possibilità di infortuni ai lavoratori, ai collaboratori esterni e a quanti si trovano, anche occasionalmente, all'interno dei luoghi di lavoro. Misure di igiene e tutela della salute devono essere adottate al fine di proteggere il lavoratore da possibili danni alla salute quali gli infortuni e le malattie professionali.

Le persone con disabilità devono godere di un trattamento equo sul lavoro e quindi anche in materia di salute e sicurezza.

La legislazione sulla salute e la sicurezza (T.U. 81/2008) chiede ai datori di lavoro di effettuare le valutazioni dei rischi e di introdurre le adeguate misure di prevenzione. I datori di lavoro devono:

  • proteggere i gruppi a rischio particolarmente esposti agli specifici pericoli che li riguardano;
  • organizzare il luogo di lavoro «tenendo conto, se necessario, di eventuali lavoratori portatori di handicap. Questo obbligo vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, le scale, le docce, i lavatoi, i gabinetti e i posti di lavoro utilizzati oppure occupati direttamente da lavoratori portatori di handicap»;
  • mettere a disposizione attrezzature di lavoro adatte al lavoro da svolgere e che possano essere utilizzate dai lavoratori senza pericolo per la loro sicurezza e la loro salute. Bisogna tenere pienamente conto dei principi ergonomici quando si applicano i requisiti minimi di sicurezza e di salute.

La legislazione contro la discriminazione (D lgs 11 aprile 2006, n. 198) può anche richiedere adeguamenti del lavoro e delle risorse sul luogo di lavoro. In tal senso, i datori di lavoro devono:

  • prevedere una soluzione appropriata per i disabili, consentendo loro di accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o di ricevere una formazione;
  • prevedere misure pratiche ed efficaci destinate a sistemare il luogo di lavoro in funzione dell’handicap, ad esempio sistemando i locali o adattando le attrezzature, i ritmi di lavoro, la ripartizione dei compiti o fornendo mezzi di formazione o di inquadramento.

La Legge 68/99 (“Norme per il diritto al lavoro per i disabili”), prevede un collocamento mirato delle persone disabili e l’adeguatezza dei luoghi e degli strumenti per lo svolgimento del lavoro. Come ben si comprende all’interno di un contesto di lavoro che accoglie persone disabili, in questo caso con disabilità visiva, bisogna rispettare una serie di accorgimenti, al fine di assicurare ottimali condizioni. Ad esempio, per agevolare l’accesso alle costruzioni edilizie è necessario prevedere spazi, varchi e/o porte esterne allo stesso livello dei percorsi pedonali o con essi raccordati mediante rampe. 

  • Le porte di accesso di ogni unità ambientale devono essere facilmente manovrabili, devono avere un contrasto di luminanza adeguato rispetto alla parete.
  • Le porte vetrate devono essere facilmente individuabili con accorgimenti per la sicurezza e la percezione delle stesse.
  • Gli elementi costituenti la pavimentazione devono essere complanari e non sdrucciolevoli. Eventuali differenze di livello devono essere raccordate con pendenza ed essere segnalate con adeguati contrasti di luminanza.
  • Si deve provvedere ad una chiara individuazione dei percorsi, mediante una differenziazione del materiale, del colore, della luminosità e delle pavimentazioni con segnalazioni tattili percepibili al calpestio e alla percussione.
  • Gli apparecchi elettrici, i quadri generali, le valvole e i rubinetti di arresto delle varie utenze, i regolatori degli impianti di riscaldamento e condizionamento, nonché i campanelli, i pulsanti di comando, citofoni e video citofoni, devono essere, per tipo e posizione planimetrica ed altimetrica, tali da permettere un uso autonomo ed agevole; devono, inoltre, essere facilmente individuabili anche in condizioni di scarsa visibilità o luminosità.
  • Corridoi e passaggi devono presentare andamento quanto più possibile continuo e con variazioni di direzione ben evidenziate.
  • Le scale devono presentare un andamento regolare ed omogeneo per tutto il loro sviluppo.
  • Si potrebbe parlare ancora a lungo di tutti gli accorgimenti necessari.

Purtroppo ad oggi, nonostante la chiarezza della normativa, in molti luoghi di lavoro non vengono rispettate le disposizioni che assicurino alla persona con deficit visivo un adeguato espletamento della propria attività lavorativa.

In termini concreti, numerosi sono i casi, affrontati dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione di Caltanissetta insieme alla consigliera di Parità, dott.ssa Alessandra Cascio, di svantaggiose condizioni di lavoro, in cui i lavoratori, centralinisti telefonici, hanno segnalato esposizioni a rischi, inesistenza di apparecchiatura tecnica idonea, discriminazione rispetto alla partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

In questo scenario, poco rassicurante, va segnalata, però, un’importante iniziativa. Risale a marzo 2012, infatti, ad opera dell’Istituto dei ciechi di Milano e dall’associazione Ambiente e lavoro in collaborazione con il Club italiano del Braille e l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, la realizzazione di un manuale sulla normativa italiana in materia di prevenzione e protezione a lavoro, scritto in Braille.

La <<Guida in Braille sulla salute e la sicurezza sul lavoro>> è stata pensata come uno strumento di informazione, ma anche di integrazione, per consentire alle persone cieche o ipovedenti di usufruire in maniera autonoma di quanto contenuto nel decreto legislativo 81/2008, il cosiddetto Testo unico sulla sicurezza.

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